Il tasso fisso in Italia è tra i più cari d'Europa

FTA OnLine

(18 novembre 2009)
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Occorre maggiore informazione al cliente da parte degli intermediari sui rischi connessi alla stipula dei mutui.


La conferma arriva da una fonte ufficiale, quella di Banca d'Italia: i tassi fissi del Bel Paese sono tra i più cari d'Europa. A sottolinear la questione è stato Roberto Rinaldi, capo del Servizio supervisione intermediari specializzati della Banca d'Italia, che, nel corso di un'audizione alla Camera ha sollevato la questione dei mutui.
Rinaldi ha detto che per quanto riguarda i tassi variabili, l'Italia si trova nel complesso allineata col resto d'Europa invece la differenza si fa marcata per coloro che scelgono il fisso, con tassi medi rilevati a giugno 2009 attorno al 5,2% contro il 4,4% praticato all'estero.

Chi paga

A farne le spese sono sempre le famiglie a basso reddito, già alle prese con una rata del mutuo che ha raggiunto il 32% del reddito disponibile contro una media del 17% nel 2006.

L'allarme

Ciò che è emerso dall'analisi dei dati della Banca d'Italia è che oggi la maggior parte dei clienti che sottoscrive un prestito per la casa lo fa a tasso variabile, ovvero ben circa il 70% nel terzo trimestre 2009. La situazione ricorda quella che si verificò nel 2004 quando la maggioranza dei contratti veniva stipulata a tasso variabile per cogliere le opportunità offerte dai bassi tassi di interesse ma che si è trasformata in una trappola in quanto le rate mensili sono diventate troppo onerose. L'allarme nasce proprio dal fatto che adesso si sta ripetendo la stessa situazione: chi sottoscrive un mutuo lo fa a tasso variabile perché attirato dai tassi più bassi rispetto a quelli della rata fissa, ma non tiene conto del fatto che in questo modo la rata mensile non è sempre costante ma muta e può davvero diventare molto onerosa rischiando così di non riuscire a pagare le rate.

Cosa fare

Rinaldi, per evitare il ripetersi di simili errori, ha lanciato un appello alle banche: "E' essenziale ? ha ricordato nel corso dell'audizione - che gli intermediari forniscano alla clientela una corretta e sostanziale informazione precontrattuale sui rischi connessi alla stipula di contratti il cui onere finanziario può lievitare significativamente in presenza di aumenti dei tassi di interesse".

Ciò che è veramente necessario è una maggior chiarezza informativa nel momento in cui un cliente deve scegliere quale sarà il tasso della sua rata da pagare mensilmente. Le sole informazioni verbali, risultano troppo dispersive e poco efficaci. E' bene che ci sia una nota informativa scritta con i dettagli e i rischi a cui si può andare incontro, magari completa di esempi scritti o simulazioni sull'andamento futuro della rata in base ai possibili scenari del marcato. Tutto per informare in maniera adeguata il cliente che deve sapere cosa sta scegliendo.

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