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4. Le donne e l’impresa: più forti della crisi
Nell’impresa, negli ultimi anni le donne sono andate meglio degli uomini.

Sembrerà strano, ma è la realtà: in Italia, uno dei Paesi dal più basso tasso di occupazione femminile dell’intera Unione europea, in un periodo di crisi quale l’attuale, uno dei pochi comparti che sembra godere di buona salute è quello delle imprese rosa. Le buone performance del settore sono registrate nel secondo Rapporto nazionale sull’imprenditoria femminile realizzato da Unioncamere in collaborazione con il ministero dello Sviluppo economico e con il Dipartimento per le pari opportunità.

Lo studio Unioncamere
Lo studio di Unioncamere ha esaminato l’andamento dell’economia italiana tra il giugno 2009 e il giugno 2010, 12 mesi in cui le aziende a guida femminile hanno saputo farsi valere più di quelle a guida maschile.

Nei dodici mesi presi in considerazione, infatti, le imprese guidate da donne sono aumentate del 2,1% (segnando in termini assoluti un aumento di 29.040 unità) a fronte di una riduzione dello 0,4% (17.072 unità) di quelle maschili.

Terreni produttivi particolarmente fertili per le aziende rosa paiono essere stati il Lazio, la Lombardia e la Campania: è in queste regioni, infatti, che si registrano i saldi più positivi tra nascite e chiusure di imprese a guida femminile (rispettivamente 6.638, 5.310 e 3.248).

Le imprese rosa
Le imprese rosa vanno forte soprattutto nel settore dei servizi. Secondo l’indagine di Unioncamere, tra giugno 2009 e giugno 2010, tra le aziende attive nei comparti relativi alla sanità e all’assistenza sociale circa il 41% era guidato da una donna.

Su scala nazionale, le imprese rosa sono ben rappresentate anche nel commercio (29,5% delle aziende in totale) e in agricoltura (18,8%).

Per quanto riguarda la struttura giuridica che le imprenditrici scelgono di dare alle loro aziende, si nota che nell’ultimo anno è considerevolmente cresciuta la quota delle società di capitale (+18%), mentre la più tradizionale tipologia delle imprese individuali ha fatto registrare un lieve calo (–0.48%).

Quanto avvenuto tra 2009 e 2010 non è altro che un’inversione di tendenza (in termini assoluti, infatti, l’impresa individuale continua a essere la forma societaria più diffusa nel mondo dell’imprenditoria femminile, con un incidenza del 60,7% sul campione totale), ma viene comunque interpretato positivamente dagli esperti: l’evoluzione delle aziende rosa verso forme più strutturate sembra indicare una crescente solidità organizzativa e patrimoniale.

La questione geografica
Il rapporto di Unioncamere riserva, poi, altre sorprese. Se si scompone il totale delle aziende rosa attive in Italia per regioni di appartenenza, si scopre infatti che l’imprenditoria femminile è maggiormente concentrata nel Sud del Paese.

Nel Meridione, escludendo i dati delle isole, alla fine di giugno del 2010 si registrava un tasso di femminilizzazione del tessuto imprenditoriale pari al 26,1% (con precisione, 355.754 imprese, pari al 25% di tutto l'universo imprenditoriale femminile). In seconda posizione, il Nord-Ovest (dove ha sede il 24,5% delle aziende rosa), quindi – a seguire – il Centro (21,5%) e il Nord-Est.

di FTA online

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