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9. Fiscalitą
9. Come vengono trattati fiscalmente i guadagni e le perdite connessi agli ETF?
I guadagni/perdite dovuti alla negoziazione di azioni si definiscono "redditi diversi" (oppure "plusvalenze" o "minusvalenze"). I dividendi staccati dalle azioni stesse invece sono classificati all'interno dei "redditi di capitale". La normativa fiscale consente di compensare "redditi diversi" con "redditi diversi" (ovvero di compensare le "plusvalenze" appena realizzate con eventuali "minusvalenze" pregresse), mentre non consente di compensare "redditi diversi" con "redditi di capitale".
Gli ETF, cosiddetti "armonizzati" (quelli che sono attualmente quotati su Borsa Italiana sono "armonizzati" e in quanto tali autorizzati dalla Consob e da Banca d'Italia e conformi alle direttive europee in materia finanziaria) sono equiparati a livello regolamentare e fiscale non alle azioni ma ai Fondi e alle Sicav: i redditi conseguenti dalla negoziazione di ETF non vengono di conseguenza classificati semplicemente come "redditi diversi", ma sono divisi in due componenti:
• la prima componente, che la normativa fiscale ha inquadrato come "reddito di capitale", è calcolata come differenza tra il NAV del giorno di vendita e il NAV del giorno di acquisto. Se il regime fiscale prescelto dall'investitore è quello del risparmio amministrato a questa differenza, se positiva, si applica la consueta aliquota sostitutiva del 12,5% che vale a titolo d'imposta.
• la seconda componente è dovuta invece al fatto che i prezzi a cui l'investitore acquista/vende sul mercato le quote dell'ETF sono generalmente diversi dal NAV. Questa seconda componente, che la normativa fiscale ha definito come "redditi diversi", si calcola nel seguente modo: (Prezzo Vendita dell'ETF - Prezzo Acquisto dell'ETF) - (NAV giorno di Vendita - NAV giorno di Acquisto). Se positiva, vede applicata l'aliquota del 12,5% che vale a titolo d'imposta.
di FTA online
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