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Abolita in parte dal governo Prodi, dunque completamente (e frettolosamente) cancellata nel 2008 da Berlusconi, la tassazione sulla prima casa torna nell’ordinamento fiscale italiano. L’imposta si chiamerà Imu (Imposta municipale unica) ed è il frutto di una ristrutturazione dell’imposizione fiscale sugli immobili.
Diverso il trattamento previsto per la prima casa da quello disegnato per gli altri immobili, già a partire dalle aliquote. L’aliquota per la prima casa è pari al 4 per mille del valore catastale, mentre a partire dalla seconda abitazione sale al 7,6 per mille. Inoltre, per la prima casa è prevista l’applicazione di una detrazione fissa di 200 euro su qualsiasi residenza (non importa la categoria) più una variabile, di 50 euro per ogni figlio di età inferiore ai 26 anni e convivente con il proprietario, fino a un massimo di altri 400 euro.
La parte corposa della nuova imposta, però, non sta nelle aliquote, bensì nella revisione della base imponibile, con le rendite catastali che aumenteranno del 60% per quanto attiene le abitazioni civili.
A modificare le spese fiscali relative alla gestione della casa, ma solo a partire dal gennaio 2013, concorrerà anche la Res, il nuovo tributo su rifiuti e servizi che sostituirà la Tarsu e aumenterà l’imposizione di 0,30 centesimi per metro quadro, affiancando nei criteri con cui verrà determinato il numero di componenti della famiglia ai metri quadrati dell’abitazione.
di FTA online
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