
Ultime guide
2. Disoccupati, allarme tra i giovani
4. Uomini e donne, diseguaglianze
5. Come cercano lavoro gli italiani
8. Colloquio, le domande cruciali
5.
Poche opportunità per i giovani e scarse tutele per le donne: il panorama occupazionale italiano non ispira ottimismo. Se il fenomeno dei Neet è un chiaro sintomo della scarsa fiducia che gli italiani nutrono nelle dinamiche con cui funziona il mercato del lavoro, le modalità con cui l'approcciano ne sono la conferma. Secondo il rapporto Eutostat "Methods used for seeking work" (con dati aggiornati al secondo trimestre 2011), in Italia due persone su tre per trovare lavoro si affidano alle conoscenze, a un amico o a un parente o anche a un sindacato.
Quella di affidarsi a contatti extra-lavorativi, e non strettamente dipendenti da logiche meritocratiche, è una strada scelta dal 76,9% degli italiani in cerca di occupazione. Si tratta di una quota superiore alla media dell’area Euro (68,9%), a quella dell’Unione europea nel complesso (69,1%) e addirittura doppia rispetto a quella di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Come avviene per molti parametri, peggio dell'Italia fa la Grecia, con il 92,2%.
Se le conoscenze sono il principale strumento utilizzato dagli italiani per cercare lavoro, va detto che – come vedremo in seguito – rappresentano un canale cui ricorrono molto spesso le aziende per trovare dipendenti.
di FTA online
|
|||||||||
|
|||||||||
|
|||||||||
|
|||||||||