In Italia il volume d'affari prodotto dalle imprese gestite da stranieri e' assai rilevante, sia in termini di ricchezza sia in termini di diversificazione dei prodotti. Il contributo degli immigrati all'economia italiana e' piu' consistente al Centro-Nord, mentre e' ancora appena abbozzato al Sud.
La ricchezza viene da lontano
Le imprese gestite da stranieri in Italia sono 454mila e producono complessivamente 76 miliardi di euro, ossia il 5,5% della ricchezza prodotta sull'intero territorio nazionale. Sono questi i dati preliminari diffusi dalla Fondazione Leone Moressa in seguito alla ricerca svolta sull'apporto economico delle attivita' imprenditoriali condotte dagli stranieri nel nostro Paese.
I ricercatori della Fondazione fanno notare che, anche in questa particolare indagine, l'Italia e' divisa in due: al Centro e al Nord il contributo degli immigrati e' piu' forte, mentre al Sud l'incidenza del lavoro straniero arriva appena al 2,5% in regioni quali la Campania e la Basilicata.
In termini di ricchezza assoluta e' la Lombardia la regione in cui la componente straniera produce la maggiore ricchezza in termini di valore aggiunto, superando i 18 miliardi di ? (quasi un quarto del totale del valore aggiunto prodotto in Italia dalle imprese condotte da stranieri). Seguono a ruota il Lazio (con 9 miliardi di ?), il Veneto (10,8%) e l'Emilia Romagna (10,7%).
Scomponendo i dati per settore d'attivita', si registra come sia quello dei servizi alle imprese a essere maggiormente praticato dagli stranieri, producendo un volume di ricchezza di quasi 21 miliardi di euro (il 27,6% del totale), seguito da quello dei servizi alle persone con 19,7 miliardi di euro, pari al 26,1%.