Le Borse europee non hanno trovato una via di fuga, schiacciate sia dai dati sul mercato del lavoro Usa sia da un certo nervosismo per le elezioni in Francia e in Grecia di questo fine settimana. Se nella prima parte della seduta la Borsa di Milano e quella di Madrid hanno cercato di resistere alle vendite, alla fine si sono arrese. Il Ftse Mib ha perso l'1,41% scivolando a quota 13.918 punti (-1,48% a 14.957 punti l'All Share).
Da rilevare anche la forte discesa delle materie prime, a partire dal petrolio in calo a New York, dove per la prima volta dal 7 febbraio le quotazioni sono scese sotto i 100 dollari al barile. Il light crude Wti cede 4,15 dollari a 98,39 dollari al barile. I dati sul mercato del lavoro americano, risultati inferiori alle attese, hanno d'altra parte alimentato i timori per un raffreddamento della domanda di greggio.
Di riflesso alle quotazioni dell'oro nero sono scesi in borsa i titoli petroliferi (-3,23% il settore europeo allo Stoxx):
Saipem (-4,47% a 34,82 euro),
Tenaris (-4,22% a 13,86 euro) ed
Eni (-2,22% a 16,32 euro). Coi petroliferi in netto calo anche i titoli del settore automotive (-3,86% allo Stoxx) sono arretrati parecchio:
Fiat (-3,62% a 3,4 euro),
Fiat Industrial (-3,67% a 8 euro).
Pirelli ha perso il 3% a 9,35 euro, nonostante la banca inglese Hsbc abbia alzato il target price a 15 euro.
Fra gli industriali
Finmeccanica, in rialzo nella prima parte della seduta, ha mantenuto un +1,25% a 3,08 euro. Oggi
Societe Generale ha alzato la raccomandazione da sell a hold e Intermonte da outperform a buy. Giù invece
Telecom Italia (-1,24% a 0,83 euro).
Poco hanno potuto fare le banche per sostenere il listino:
Unicredit è scesa dello 0,22% a 2,69 euro,
Intesa Sanpaolo dello 0,47% a 1,05 euro, al pari di
Ubi Banca (-1,42% a 2,49 euro), anche se il presidente del consiglio di gestione, Emilio Zanetti, è tornato a escludere le ipotesi di un aumento di capitale dell'istituto.
"No, assolutamente. Lo escludo. Noi raggiungeremo i livelli di patrimonializzazione richiesti dell'Eba ma senza aumento", ha dichiarato Zanetti. Sul mercato dei titoli di Stato per i decennali il rendimento si è attestato al 5,47% e lo spread Btp/Bund a 385 punti base.
Oggi i fixed-income strategist di Danske Bank hanno scritto di temere la possibile azione sui rating delle banche italiane da parte di Moody's. "L'eventuale downgrade potrebbe essere pari fino a 4 notch per alcune banche". Per gli strategist, in media i downgrade dovrebbero essere di 2/3 notch, portando i rating degli istituti sotto la A.
"Questo porrebbe un'ulteriore pressione sul settore bancario e aumenterebbe i costi di funding per gli istituti italiani", hanno osservato gli strategist, definendo l'eventualità "negativa per i Paesi periferici". Sono invece salite contro corrente
Mps (+0,45% a 0,24 euro), il
Banco Popolare (+1,57% a 1,03 euro) e
Bpm (+1% a 0,34 euro).
Anche
Diasorin è cresciuta del 3,20% a 20,65 euro dopo aver acquistato dalla norvegese Nordiag il ramo d'azienda, le tecnologie, i brevetti e il know-how relativi all'estrazione degli acidi nucleici utilizzati per le applicazioni di diagnostica molecolare. Nel 2011 il business in questione ha registrato un fatturato consolidato pari a circa 4 milioni di euro.
L'acquisizione è strategica per la progettazione di un analizzatore di nuova generazione destinato ad automatizzare completamente l'intero processo diagnostico. Il prezzo di acquisto fissato per la transazione è pari a 7,6 milioni di euro, interamente finanziati da risorse interne. Fra le assicurazioni,
Generali è scesa dello 0,56%,
Fondiaria Sai viceversa è crescita dello 0,90% a 0,90 euro. In tenuta alcuni titoli del lusso:
Ferragamo (+0,36%),
Cucinelli (+1,45%), non
Yoox (-5,54%).