La Grecia fa tremare le borse, euro in difficoltà
08/05/2012 17.50
La Grecia fa tremare le borse, euro in difficoltà
La volatilità ha dominato sul Ftse Mib, che ha ceduto a fine seduta il 2,37% a 13.936 punti. Lo stallo della situazione politica in Grecia ha affossato le borse europee dopo il rimbalzo di ieri. L'euro è ancora sotto pressione (cambio euro/dollaro a 1,2985), mentre lo spread Btp/Bund si è riportato sui valori di apertura sopra quota 380 (a 388 punti base). A far perdere terreno alla moneta unica sono state anche le parole di Fitch, secondo cui un'eventuale uscita della Grecia dall'euro non sarebbe un dramma poiché la Germania ha interesse a tenere in vita la moneta unica.

A Francoforte il Dax ha ceduto l’1,9% a 6.444 punti, a Londra il Ftse100 l'1,72% a 5.557 punti, a Parigi il Cac40 il 2,78% a 3.124 punti. Maglia nera per Atene, dove l'Ase è scivolato sui minimi dal 1992, crollando del 3,6%. I listini azionari statunitensi hanno accelerato al ribasso di riflesso alle borse europee, a causa delle tensioni politiche in Grecia, dove la formazione di un governo di coalizione sembra sempre meno probabile. Il Dow Jones cede l'1,36% e il Nasdaq Composite l'1,72%.

Crescono le preoccupazioni per la situazione politica greca dopo che il mandato per formare una coalizione di governo è passato ad Alexis Tsipras, leader del partito di sinistra radicale Syriza, che non intende sostenere un esecutivo favorevole alle misure di austerità promesse ai creditori internazionali. Sembrano quindi sempre più probabili nuove elezioni a giugno, già attese dai mercati, anche perché la concessione degli aiuti internazionali indispensabili per il Paese sono legati al rispetto degli accordi presi. Tsipras ha chiesto a Nuova Democrazia e Pasok di rinunciare a sostenere l'austerità, spiegando che queste misure sono state annullate dal "verdetto popolare". Intanto, il capo del partito di Sinistra democratica, Fotis Kouvelis, si è detto pronto a sostenere un Governo di coalizione con Syriza.

Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa nella prima settimana di maggio sono scese dell'1,3% mese su mese secondo quanto rilevato dal Redbook Research Index. Buone notizie sono arrivate invece dalla Germania, dove la produzione industriale a marzo è aumentata del 2,8% su base mensile, ben oltre le attese degli analisti che si aspettavano una crescita dello 0,8%.

A Piazza Affari male A2A (-6,87% a 0,4406 euro), Finmeccanica (-5,97% a 2,96 euro), Saipem (-5,44% a 33,69 euro), Stm (-5,33% a 4,014 euro) e Generali Assicurazioni (-3,86% a 9,585 euro). Denaro solo su Bpm (+0,53% a 0,377 euro), Buzzi Unicem (+0,99% a 7,655 euro), grazie all'upgrade di Ing a hold, e Telecom Italia (+1,05% a 0,8645 euro), di riflesso all'interesse di America Movil ad accrescere la propria quota in Kpn al 28% dall'attuale 4,8%.

Tra i titoli minori in rosso Astaldi (-9,97% a 4,722 euro), il cui risultato operativo del primo trimestre si è rivelato sotto le attese. E’ volato invece Creval (+12,84% a 1,16 euro), la cui conversione del bond ha portato un beneficio sul Core Tier 1 di 106 milioni di euro.
 
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