Intesa non moltiplicherą per 4 il risultato del primo trimestre
28/05/2012 14.30
<a href="/quotazioni/quotazioni.asp?step=1&action=ricerca&codiceStrumento=u2ae&titolo=INTESA">Intesa</a> non moltiplicherą per 4 il risultato del primo trimestre
Talvolta il sistema finanziario può essere causa della crisi. Nella situazione attuale le banche sono vittima e non causa della crisi. Ne è convinto il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani, intervenuto oggi alla sua prima assemblea degli azionisti. "Le cause", ha aggiunto, "vanno ricercate altrove".

Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2011, grazie all'aumento di capitale deciso nell'assemblea del 10 maggio scorso, con un Core Tier 1 superiore al 10% e coefficienti di liquidità in linea con quelli richiesti da Basilea III. "Il profilo prudente da sempre mantenuto dalla banca", ha osservato il presidente del Consiglio di gestione, Andrea Beltratti, "ha facilitato il raggiungimento rapido di questi obiettivi, che penalizzano in parte la redditività ma consentono di ridurre i rischi".

I risultati devono quindi essere inquadrati in un 2011 che si è rivelato inferiore alle attese dal punto di vista macroeconomico, con crescita molto modesta, moderata inflazione, tassi monetari molto bassi. Ora, per quanto riguarda le prospettive del 2012, il contesto è altamente incerto, la recessione è in corso, si ha un deterioramento della qualità del credito, l'eurozona è sotto stress, il settore bancario è sotto forte pressione e il quadro politico europeo altrettanto incerto.

Tra l'altro alla fine dello scorso anno, Intesa Sanpaolo era esposta ai bond Lehman Brothers per 5,9 milioni di euro nominali, valore cresciuto a 6,028 milioni a fine marzo. Cucchiani ha spiegato che il contenzioso legato al crack di Lehman Brothers "è stato adeguatamente coperto da congrui accantonamenti a bilancio negli anni e fino ad oggi quasi tutte le cause intentate sono state risolte a favore di Intesa Sanpaolo, ad eccezione di una a Torino, che è stata tuttavia appellata".

Intesa Sanpaolo ha destinato il 58% dei 36 miliardi ottenuti dalle maxi-aste della Bce in finanziamenti verso la clientela a condizioni favorevoli. Il 39% di queste risorse sono state destinate all'acquisto di titoli di Stato italiani a scadenza breve (durata media di 1,7 anni) e un 3% per l'acquisto di titoli ibridi.

Da parte sua il management di Intesa Sanpaolo conferma l'intenzione di mantenere il core tier 1 e i rapporti patrimoniali al di sopra della soglia Eba e dei livelli indicati della Bce e di mantenere una strategia di leverage prudenziale, "determinata a perseguire una strategia che mantenga elevato il livello di liquidità", ha proseguito Cucchiani secondo il quale Intesa è una banca solida "gestita con estremo rigore e grande prudenza, al servizio non della finanza ma dell'economia reale".

Per quest'anno, dunque, a meno che non accadano fatti imprevedibili, "l'impegno morale è quello di distribuire un dividendo almeno pari a quello del 2011 (0,05 euro per azione, ndr)", ha assicurato l'Ad. Tuttavia non si può estrapolare il risultato per l'esercizio 2012 moltiplicando per quattro il risultato del primo trimestre, ha avvertito Cucchiani.

Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi tre mesi dell'anno con il miglior utile netto degli ultimi sette trimestri, aiutato dalle plusvalenze sui buyback dei propri subordinati: l'utile netto è salito a 804 milioni, in crescita del 21,6% rispetto a un anno prima. Il dato incorpora, tra le altre cose, 247 milioni di plusvalenze lorde dal buyback e oneri derivanti da un impairment sulla Grecia per 38 milioni.

Il dato normalizzato, cioè senza le componenti non ricorrenti, è stato di 746 milioni, in calo dai 762 milioni di un anno prima. mentre sul fronte patrimoniale, il Core Tier 1 a fine marzo si è portato al 10,5% dal 10,1% di fine 2011 e al 9,6% calcolato pro forma secondo i criteri Eba.

Tra l'altro, secondo quanto riportato ieri dai sindacati, Intesa Sanpaolo ha annunciato l'intenzione di fondere o chiudere quasi un quinto delle sue filiali italiane con l'obiettivo di ridurre i costi. La principale banca retail italiana avrebbe deciso di aumentare a 1.000 il numero di filiali destinate alla chiusura, più del doppio rispetto ai 400 sportelli indicati nel business plan 2011-2013.

Intesa, che non ha commentato la notizia, dispone di una rete italiana di 5.600 filiali. Nicola Manna, rappresentante del sindacato Sinfub (Federazione Nazionale Sindacati Autonomi Personale di credito, finanza e assicurazioni), ha detto che i sindacati incontreranno Cucchiani a Roma mercoledì prossimo per discutere della cosa.

"L'ipotesi di aumentare il numero degli sportelli da chiudere a 1.000, dai 400 indicati nel business plan 2011/2013, ci ha sorpreso. Potrebbe tuttavia trattarsi di una mossa aggressiva della banca per ottenere dai sindacati un numero inferiore e più vicino ai 400 sportelli preventivati", sottolinea l'analista di una sim milanese. "Se assumiamo un numero complessivo di 800 filiali chiuse, il maggior risparmio di costi sarebbe quantificabile approssimativamente in una cifra tra i 250 e i 300 milioni all'anno a regime, senza tenere conto di eventuali impatti negativi sui ricavi".

La dimensione della rete è già stata ridotta di circa 115 filiali in Banca dei Territori nel 2011 (5413 nel 2011 i 5529 del 2010). Utilizzando le altre spese amministrative poste a carico di Banca dei Territori nel 2011 (2,43 miliardi di euro), gli analisti di Mediobanca calcolano 450mila euro di altre spese amministrative per ogni sportello, una parte dei quali è certamente relativa al personale (circa il 30%).

Tenendo conto quindi del 70% di 450mila euro e assumendo ulteriori 900 chiusure per raggiungere le 1000 indicate, Mediobanca calcola ulteriori 300 milioni di euro di risparmio sui costi prima delle tasse, pari al 3% della base costi di Intesa nel 2011. "Un calcolo per difetto poiché non prevede un intervento sul costo del personale. Ribadiamo il nostro rating neutral sul titolo con un prezzo obiettivo a 1,5 euro".

A Piazza Affari oggi il titolo Intesa Sanpaolo cede lo 0,48% a 1,028 euro, complice Societe Generale che oggi ha tagliato la raccomandazione sull'azione da hold a sell e il target price da 1,1 a 0,9 euro per riflettere "la nostra convinzione che Intesa stia andando nella direzione sbagliata a causa del forte deterioramento della qualità dell'attivo e della crescente esposizione sovrana".




 
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