Il terremoto in Emilia Romagna pesa meno del previsto sulla trimestrale di
Sorin. La multinazionale attiva nel trattamento delle patologie cardiovascolari ha chiuso il secondo trimestre con ricavi e margini in calo. In particolare, l'utile netto è sceso del 56,7% a 7,4 milioni con gli eventi sismici che hanno interessato lo stabilimento di Mirandola che hanno avuto un impatto pari a circa 11 milioni, comunque meno dei 18-20 milioni stimati il 28 giugno scorso.
Il dato ha così sorpreso in positivo le stime del consenso che si fermavano a 6 milioni di euro. Lo stesso si può dire dei ricavi calati dell'1,9% a 188,2 milioni, con un impatto negativo sul fatturato di circa 17 milioni. Ma il consenso li vedeva a 182 milioni di euro. Senza gli eventi sismici, il gruppo avrebbe registrato ricavi addizionali pari a 40-45 milioni.
L'ebit è scivolato del 55,6% a 11 milioni e l'ebitda del 16%, a 29,5 milioni, con un impatto negativo del terremoto stimato in circa 6,5 milioni. Il consenso si aspettava però un ebitda più basso a 18 milioni di euro. Nota positiva l'indebitamento finanziario netto sceso a 80,9 milioni rispetto ai 101,7 milioni di un anno prima.
Anche in questo caso gli analisti si aspettavano un miglioramento a -92 milioni, ma non così marcato. Ora
Sorin per il terzo trimestre vede ricavi compresi fra 145 e 150 milioni di euro e conferma le previsioni per l'intero esercizio già comunicate al mercato, alla luce dell'impatto del terremoto in Emilia Romagna: 90-100 milioni di euro di ricavi in meno a fine anno.
A Piazza Affari al momento il titolo
Sorin avanza del 2,40% a quota 1,706 euro. Gli analisti di Banca Akros (hold e target price a 1,70 euro), tenendo in considerazione dell'impatto negativo del terremoto a Mirandola, si aspettano un fatturato a fine anno per
Sorin di 665 milioni di euro in calo rispetto ai 743 milioni dell'anno precedente e un utile netto a 16 milioni dai 53 milioni del 2011.