Chrysler ha archiviato il secondo trimestre con un utile netto di 436 milioni di dollari. Rispetto all’utile netto rettificato di 181 milioni dello stesso periodo nel 2011, il miglioramento è del 141%. I ricavi si sono attestati a 16,8 miliardi di dollari, in crescita del 23% rispetto ai 13,7 miliardi dello scorso anno. La quota di mercato è salita al 11,2% dal 10,6% dello scorso anno guidata dall’aumento del 32% delle vendite retail negli Stati Uniti.
Nel secondo trimestre sono stati consegnati 630mila veicoli nel mondo e ne sono stati venduti 582mila, il 20% in più rispetto allo scorso anno. Il debito industriale netto è sceso a 432 milioni di dollari dai 2,1 miliardi di un anno fa e dagli 1,3 miliardi del marzo 2012. La società ha confermato i target per il 2012: ricavi netti per 65 miliardi di dollari e utile netto di 1,5 miliardi di dollari.
''I nostri risultati riflettono la ricerca costante da parte di Chrysler di qualità e valore. Insieme siamo alla ricerca di raggiungere di più, di imparare dal passato e rafforzare il nostro successo''. Lo ha affermato l'amministratore delegato di
Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, commentando i risultati trimestrali della casa statunitense.
E ancora una volta sarà Chrysler a fare la differenza nei conti della casa torinese. Mentre prosegue il duello
Fiat-Volkswagen, con il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, che non ha rilevato nessuna violazione delle regole Ue nella politica dei prezzi del settore auto,
Fiat domani è attesa al test dei conti.
Secondo il consensus degli analisti il Lingotto dovrebbe aver chiuso il secondo trimestre 2012 con un trading profit di 965 milioni di euro, un risultato prima delle tasse di 560 milioni e un utile netto pari a 370 milioni. L'indebitamento netto industriale dovrebbe invece ammontare a 5,775 miliardi euro.
Gli analisti di
Deutsche Bank (hold e target price a 3,70 euro confermati sull’azione) sono convinti che il trend visto nel primo trimestre 2012 continuerà, con Chrysler che farà bene mentre il resto soffrirà ancora. "Per la vecchia
Fiat ci aspettiamo un trimestre duro con il deterioramento del mercato italiano e la debolezza in America Latina", si legge nella nota della banca tedesca, che prevede ricavi per
Fiat Spa a 21.813 milioni di euro, in rialzo quindi dai 13.153 milioni dello stesso periodo del 2011, e un ebit a 926 milioni di euro dai 525 milioni del secondo trimestre 2011.
"Riteniamo che la guidance ridotta a livello di capex di 500 milioni di euro per le attività europee sosterrà la generazione di cassa nella seconda metà dell’anno, ma crediamo anche che i trend produttivi negativi nelle principali aree europee abbiano spinto l’indebitamento netto di
Fiat Spa ex Chrysler di un ulteriore 500 milioni di euro, mentre ci aspettiamo che l’intero gruppo mostri un andamento stabile dell’indebitamento netto industriale a 5,7 miliardi di euro sulla scia della generazione di cassa di Chrysler", conclude
Deutsche Bank, che continua a temere gli effetti della recessione in Europa e in Italia sulle vendite di auto.
Oggi la stessa Federauto, la federazione che riunisce i concessionari auto in Italia, ha avvertito che questo mese le immatricolazioni auto mostreranno un calo del 32% rispetto a luglio dello scorso anno, al netto delle chilometri zero che verranno immatricolate domani e che mitigheranno un po' il dato. "Non è solo un -32%, perché viene paragonato con un 2011 che per il nostro settore è stato orribile. Quindi stiamo perdendo un 32% su un dato che già non consentiva la sopravvivenza della filiera", ha sottolineato Filippo Pavan Bernacchi, presidente dell'associazione.